Andrea. Ascolto come lavori, poi ti tolgo il lavoro a mano.
Non vendo software. Vendo le ore che ti riprendi quando smetti di fare a mano quello che una macchina sa fare.
Ho 25 anni e mando avanti due aziende: una software e una discoteca. Ho cominciato automatizzando me stesso, per smettere di perdere le giornate in lavori da copia-incolla. Ogni ora tolta tornava buona per qualcosa di vero, e da lì non ho più smesso. Oggi faccio la stessa cosa per chi ha processi su carta, sparsi, fatti a mano.
Chi c'è dietro
Tre cose che l'AI non sa fare. Sono il mio lavoro.
Capire come lavori davvero.
La macchina esegue, non ascolta. Io mi siedo, guardo come gira il tuo processo, e progetto la cosa più semplice che regge nel tempo. Semplice vuol dire anche: non si rompe tra sei mesi.
Sapere se il risultato ha senso.
L'AI produce, ma non sa se quello che ha prodotto sta in piedi nel mondo vero. Quel filtro sono io. Prima della consegna e dopo: per dubbi e assistenza risponde una persona, sempre.
Fermarsi al momento giusto.
Un sistema fatto bene sa dove non deve decidere da solo. Prepara tutto e chiama te. Progettare quei punti di stop è la parte del mestiere che non si vede.
L'AI non serve dappertutto, e dove non serve te lo dico. Prezzi scritti, niente fumo. Se una cosa non ha senso per te, lo senti da me prima di iniziare, non dopo aver pagato.
Il modo migliore per iniziare è l'analisi: in due minuti sai quante ore vale il tuo lavoro a mano.
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